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Mont’e Prama: archeologi per carriera e volontari per passione

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La vicenda sul ritrovamento dei Giganti di Mont’e Prama sta prendendo piede; turisti, appassionati, volontari e archeologici accorrono numerosi a visitare i colossi di pietra dallo sguardo ipnotico che, in men che non si dica, stanno ricostruendo e riscrivendo l’intera storia del Mediterraneo.

Nurnet, l’associazione che si sta occupando della vigilanza del sito archeologico di Mont’e Prama, in occasione delle feste di fine anno afferma: <<Ci hanno accusato di voler fare ‘Pramaland’. A questi non rispondiamo neanche, ma sarebbe folle lasciare questo tesoro nelle mani degli archeologi, che hanno solo interesse a scavare e pubblicare per motivi di carriera>>. Così Antonello Gregorini, portavoce di Nurnet, senza mezzi termini denuncia presunti fatti e misfatti avvenuti durante la scoperta e il restauro dei Giganti di Mont’e Prama. <<Ma non vogliamo sostituirci agli archeologi nel lavoro di scavo, il nostro è solo un progetto di marketing>> – continua il portavoce durante l’assemblea tenuta nel cantiere per rendere noto il futuro del sito – <<Mont’e Prama – ha sottolineato Gregorini – è un patrimonio di tutti i sardi e vogliamo che sia trattato da una classe dirigente capace di trarne il massimo profitto in termini di cultura, lavoro e visibilità per tutta la Sardegna>>. Queste affermazioni lasciano indignato il mondo degli archeologi e provoca dunque perplessità. Gli archeologi agiscono nel loro lavoro per passione senza indugi ma è indubbio un loro legittimo interesse nel voler fare carriera, in caso contrario anni e anni di studio risulterebbero senz’altro vanificati. E poi… chi non vorrebbe ottenere “notorietà” per competenze meritate e acquisite?

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Post Organico: The Day After - 22 gennaio 2015 - EXMÀ di Cagliari

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Il 22 gennaio 2015, presso gli spazi espositivi dell'EXMÀ di Cagliari, alle ore 19 inaugura la prima mostra e la prima tappa della rassegna d'arte contemporanea “Post Organico: The Day After” in collaborazione con il Consorzio Camù, progetto curato da Erica Olmetto e organizzato dall'Associazione DeheArt con ApgS (Associazione per il parco geominerario storico ambientale della Sardegna) e il Museo Geopunto di Iglesias. La rassegna continuerà il suo viaggio nel territorio del Sulcis Iglesiente e nel resto del territorio isolano ed extraisolano grazie alla collaborazione di Paola Corrias, direttore del Museo Geopunto di Iglesias.
Matteo Campulla, Federico Cozzucoli, Simone Giovagnorio, Alessandro Muscas: sono questi gli artisti protagonisti della mostra che affronteranno il tema dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio, in primo luogo del Sulcis Iglesiente, area intensivamente sfruttata e trasformata dall’ingente attività mineraria, dal tempo dei Fenici fino agli anni Ottanta del Novecento.
Si tratta di una mostra che vede il continuo “scontro-incontro” dell'azione umana e natura che, spesso, produce nuove realtà, nuovi inizi e nuova vita. Il paesaggio si trasforma e prende nuova vita a causa o grazie all'impatto dell'uomo e della nuova tecnologia; i paesaggi si evolvono in deserti, la natura viene distrutta per dar spazio a lande desolate, case-container e fabbriche dismesse con ingranaggi ormai fuori uso.
Il richiamo al “Post Organico”, movimento artistico degli anni Ottanta, si basa su una fondamentale concezione di fusione della macchina, dettata dall'azione umana, con gli elementi organici propri della natura stessa. Ogni artista con il suo stile ci mostrerà, attraverso supporti fotografici e digitali, la dura lotta tra uomo e natura, la loro conseguente unione e il risultato del loro “accordo”.

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ARTINCORSIA “I colori dell'arte”

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“I colori dell'arte”, è stata chiamata così la mostra di solidarietà organizzata presso l'Azienda Ospedaliera G. Brotzu che impreziosirà le sale fino al 15 Gennaio 2015. Si tratta di una mostra che conta 150 opere tra sculture, pitture, collages e incisioni che permetteranno agli artisti nostrani di farsi conoscere e, tra una pennellata e l'altra, far emergere e riemergere il tema della malattia e della solidarietà. Gli artisti sono molteplici tra i più e meno noti spuntano i nomi di Giampiero Laconi, Fiorenzo Rolesu, Delfo Cilloco, Enrichetta Cavalieri, Stefano Pani, Gisella Mura, Mauro Angiargiu, Eraclio Masala, Siddu Sergio, Giorgio Vargiu, Marcello Spanu, Mirco Pais, Sara Caselli, Gabriele Loi, Luigi Piano, Giuseppe Amato, Alessandro Loddo, Cicalò Ferdinando, Antonello Buffa e dagli allievi e professori del Liceo Artistico “Foiso Fois” di Cagliari e il Liceo Artistico “ F. Figari” di Sassari.

L'evento è abbinato ad una lotteria nella quale i quadri saranno venduti, parte del ricavato sarà devoluto al Comitato Sardegna dell'associazione italiana per la ricerca sul cancro, l'associazione Thalassa azione onlus e Abos. Testimonial dell'iniziativa, dal titolo "I colori dell'arte" e l'attore comico cagliaritano Massimiliano Medda. "Un sorriso per un progetto che funziona - ha sottolineato - negli anni abbiamo aiutato tante associazioni con questa bella iniziativa che abbina arte e solidarietà".

È inoltre possibile dare il proprio contributo attraverso un banchetto sistemato nella hall dove sono messi in vendita 5.000 biglietti dal costo di 2,50 € l'uno , per potersi aggiudicare una di queste opere. Hanno messo a disposizione i loro lavori anche allievi e professori del liceo Artistico Foiso Fois di Cagliari e il liceo Artistico F.Figari di Sassari. Il più giovane espositore è Alessandro Loddo, 19 anni.



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