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Facebook in questi giorni ha subito notevoli rallentamenti e blocchi ed anche aggiornando le pagine spesso non si è riusciti a caricare i contenuti Correttamente a causa dell'estrema lentezza.
Inoltre, si hanno dei problemi nell'accedere alla propria casella messaggi e se si cerca di inviare una messaggio viene presentata una finestra pop-up nella quale si legge di problemi di manutenzione.

L'aggiornamento pare riguardi proprio i server di facebook e gli stessi dns. Per risolvere il problema pare sia sufficente cambiare i dns sulla propria scheda di rete impostando quelli di Google.

DNS primario: 8.8.8.8
DNS secondario 8.8.4.4

Per i meno pratici, configurare i dns sulla scheda di rete è semplice basta accedere alle proprietà tcp/ip della proprietà della connessione lan o wifi tramite il pannello di controllo - connessioni di rete.

Ci Segnalano che il problema è nuovamente presente. Con i Dns di Google la Navigazione è più o meno regolare. Considerate che spesso può subire dei rallentamenti quindi non disperate e siate pazienti.

Per ulteriori domande mettete mi piace sulla nostra pagina facebook, cliccando sul banner, altrimenti non possiamo rispondere alle vostre domande e soluzioni. http://www.facebook.com/radiofusion

Aggiornamento Attualmente Facebook è Down in tutto il mondo. In modo particolare oggi facebook funziona in modalità "sola lettura" ovvero non è possibile aggiorare profili o pubblicare foto / link / status compare questo errore "The message could not be posted to this Timeline." o "Impossibile aggiornare lo stato Si è verificato un problema durante l’aggiornamento del tuo stato. Riprova tra qualche minuto." 

Finirà mai l’agonia di Facebook che non funziona un giorno sì e l’altro no? Dopo i down precedenti, anche oggi il social network più famoso del mondo ha problemi di interruzione del servizio.

Sorry, something went wrong.

We're working on getting this fixed as soon as we can.

Go Back

Il messaggio comparso alle 00.27 di oggi 12 settembre 2014 sulle home italiane di facebook

La versione desktop è down mentre la versione mobile è regolarmente funzionante, per accedere https://m.facebook.com/ 

Nel frattempo gli utenti si divertono su twitter tantissimi cinguettano con l'hashtag #FacebookDown...  ancora giù? .... LOL ormai uso twitter quando FB è giù :D

qualche sistemista sta passando un brutto quarto d'ora.

Alla caccia del tweet più avvincente..

migrazione generale su twitter ahahahaha

Aggiornamento 00.55 facebook è nuovamente UP per ora! Down durato 28 minuti!

Disagi per gli utenti in tutta Italia, attese al numero verde sono infinite. In tilt anche la posta elettronica di Libero

«Riscontriamo difficoltà di accesso ad Internet da fisso e da mobile. Stiamo lavorando per risolvere il problema. Ci scusiamo per il disagio». Con queste laconiche parole, Wind Italia comunica il crash della sua rete internet mobile, cui sono abbonati il 24,3% degli italiani, dati al 31 marzo. Bloccati web e rete telefonica. Su internet ovviamente fioccano i commenti negativi, tanto che la ricerca #infostrada è al momento in terza posizione tra i top trend di Twitter. Su blog e siti specialistici, da tutt’Italia fioccano le lamentele, di chi senza un motivo si è ritrovato completamente isolato. L’azienda al momento non risponde, e le attese al numero verde sono infinite. In tilt anche la posta elettronica di Libero. Verso mezzogiorno un altro tweet dell’account ufficiale di Wind (@winditalia): «Abbiamo ancora difficoltà generalizzate sulla rete: i nostri tecnici sono a lavoro. Comprendiamo e ci scusiamo per il grosso disagio».
«L’Agcom e l’Antitrust chiedano spiegazioni a Wind per il pesante blackout che ha colpito la rete internet e della telefonia fissa e mobile». E’ quanto dichiara la deputata del Partito democratico componente della commissione Telecomunicazioni, Lorenza Bonaccorsi. «Sui sociali network - spiega Bonaccorsi - si sono riversati migliaia di utenti che protestano per il blocco del servizio». «A parte uno scarno comunicato di Wind, che parla di generiche “difficoltà”, non ci sono informazioni sulla durata del black-out e gli utenti sono stati lasciati sostanzialmente abbandonati per ore. Lavoratori, professionisti, imprenditori, famiglie: sono rimasti tutti al buio. E’ opportuno - conclude la parlamentare - che le autorità di vigilanza verifichino cosa è successo e a chi vanno attribuite le responsabilità». (Corriere)

Venerdì 13 Giugno - La quasi totalità dei clienti di Wind-Infostrada è senza connessione internet e senza rete cellulare, ma dall'account su Twitter di Wind si mettono anche a rispondere con le emoticon e fanno fatica a capire l'ironia - Il servizio dovrebbe essere ripristinato entro le 16.00 - Segui le news su twitter in tempo reale https://twitter.com/hashtag/infostrada?f=realtime

Disattivare la riproduzione automatica dei video su Facebook è semplice: ecco come fare

Disattivare la riproduzione automatica dei video su Facebook è possibile ed è anche semplice, ma prima di spiegarvi come si fa vogliamo ricordarvi che non si tratta di una novità molto fastidiosa, non per la versione desktop del servizio almeno: i video, infatti, si attivano, certo, ma non partono automaticamente in audio; ciò significa che potrete vedere le sequenze e solo se lo vorrete voi potrete attivare il resto.

Se la riproduzione automatica non è fastidiosa con un PC, lo diventa, però, quando usate uno smartphone o un tablet, in genere abbinati a delle tariffe che cambiano dopo un certo consumo di banda: è per questo caso che diventa importante disattivare la riproduzione automatica dei video, perché, attivandosi automaticamente, è normale che consumino molto di più, e senza che voi lo vogliate.

Per fortuna, disattivare questa riproduzione automatica richiede semplici interventi, anche se dovrete compiere più di un’operazione: una per la versione desktop e una per quella mobile; per quest’ultima, poi, potrete soltanto evitare che la riproduzione si attivi su rete cellulare e non su rete Wi-Fi (e questo non è certo un problema, visto che la connessione Wi-Fi non è associata al vostro piano tariffario).

Ma veniamo al dunque: dovrete cliccare su “Impostazioni”, in alto a destra dello schermo; nella colonna a sinistra troverete poi la sezione “Video”: a questo punto passate da “Attivo” a “Disattivo” su Riproduzione automatica video e il gioco è fatto sulla versione Facebook per desktop.

Su iOS (Iphone), invece, scegliete la voce “Facebook” dal menu principale; selezionate la voce “Impostazioni” e selezionate “Riproduci automaticamente solo su WiFi”, in modo tale dadisattivare la riproduzione automatica su rete cellulare.

Per quanto riguarda Android, si va sull’applicazione Facebook; si seleziona “Impostazioni” e poi “Impostazioni dell’applicazione”: qui basterà selezionare sempre “Riproduci video automaticamente solo su WiFi” e il gioco sarà fatto.

Niente di difficile, insomma, anche se Facebook avrebbe potuto risparmiarcelo.

 

È allarme rosso online, per la scoperta di una falla nel sistema OpenSSL, il protocollo di sicurezza usato dalla grande maggioranza dei siti per la trasmissione di dati più delicati: carte di credito, password, informazioni personali e tutto quanto transita e vive ormai sulla Rete. Heartbleed ha immediatamente mobilitato tutti i più importanti siti del mondo nella installazione della patch di sicurezza, che dovrebbe tappare il buco, messa a disposizione ieri. Ma qual è il confine tra il sensazionalismo e la realtà, tra il pericolo reale e quello amplificato dal tam tam del web? E soprattutto, chi deve preoccuparsi e mettersi ai ripari? Gastone Nencini, Country Manager in Italia di TrendMicro , società specializzata in sicurezza informatica, non vuole fare sconti, ma neppure esasperare i termini del problema. “L’allarme ha alzato il livello di attenzione, ma le contromisure sono, per così dire, posticce, nel senso che sono misure su livelli di compromissione che ancora non conosciamo”. Questo è il punto. Immaginate che, da due anni, qualcuno abbia avuto la possibilità teorica di ascoltare le vostre conversazioni, e moltiplicate lo stesso problema per centinaia di milioni di persone. Impossibile sapere se, cosa, quanto è stato captato. In linea teorica, la falla del protocollo potrebbe essere rimasta ignota, dal 2011, anche ai cybercriminali. Il primo pensiero, naturalmente, corre alle banche. Sono molte quelle che adottano, per le operazioni in rete, il protocollo incriminato. Una chiamata al servizio clienti della nostra banca ci ha rassicurato sul fatto che “non risulta nessun allarme”. Intanto, esiste anche uno strumento online per verificare se un Url è coinvolto nel problema o no. Si inserisce l’indirizzo e si attende il verdetto. La sicurezza delle banche è sempre difficile da sondare, ma Nencini sembra rassicurare, almeno in parte, sul rischio di transazioni indesiderate sul conto corrente. “Molto dipende dai sistemi di controllo delle banche - ci spiega - anche se qui dobbiamo ragionare come se fosse stata rubata la chiave del canale di trasmissione, che doveva essere sicuro, tra cliente e sito, quindi è teoricamente tutto leggibile”, tuttavia “da qui a dire che siano possibili trasferimenti bancari in tempo reale e fare transazioni online ce ne passa”. Le banche adottano solitamente una serie di barriere sulle operazioni sul conto: dalla doppia password a “controlli che avvengono addirittura manualmente, da parte di un operatore, quando si superano certi importi”. Possibile sì, ma non molto in alto nel calcolo delle probabilità. Più che lo scippo dal conto, “il rischio è il furto di dati da siti di e-commerce, su cui si opera con carta di credito, e da tutti quei siti a cui affidiamo informazioni personali: Gmail, Facebook, servizi di cloud, pubblici e aziendali”. Su questi giganti il sito mashable.com ha effettuato un vero e proprio sondaggio, per capire chi era colpito dal problema, chi no e cosa è stato fatto per risolverlo. Secondo i dati raccolti, Facebook, non si sa quanto “infettato”, ha installato la patch, ma suggerisce a tutti di cambiare password, pur nell’attuale assenza di segnali di pericolo. Sulla stessa linea si pone Tumblr, mentre Twitter non ha dato risposte chiare, così come Apple. Google è stato colpito su quasi tutti i fronti, ma ha già alzato le difese e, sebbene non “necessario”, suggerisce un cambio di password. In emergenza anche Yahoo, che sembra abbia già messo al riparo praticamente tutti i suoi servizi. Linkedin risulta sano: non ha installato l’aggiornamento del 2011 su cui si è poi scoperto il baco. Altrettanto sani si dichiarano Amazon, particolarmente strategico per l’uso di carte di credito, almeno per quanto riguarda il pubblico. Qualche problema, infatti, si registra su Amazon Web Services (per gli operatori del sito web). Perfettamente pulita si dichiara invece Microsoft, inclusi i suoi servizi di posta elettronica Hotmail e Outlook, e così pure PayPal, sui cui server transitano fiumi di denaro elettronico. Cattive notizie per chi usa, e sono tanti, il servizio di archiviazione online di Dropbox. Il servizio è stato coinvolto dal problema, anche se ora sarebbe corso al riparo. Il consiglio per tutti gli utenti è la modifica delle password su tutti i siti frequentati che adottino il protocollo OpenSSL, riconoscibile dalla comparsa, nell’Url, dell’acronimo “https”. Per i provider, Nencini, di TrendMicro, suggerisce di non limitarsi alla installazione della patch, ma di cambiare anche i certificati per la cifratura. In ogni caso, nessuno deve aspettarsi, in queste ore, deflagrazioni online di furti di identità e acquisti scriteriati sui siti di commercio elettronico. Se qualcuno ha fatto bottino dei vostri dati starà nell’ombra finché l’allarme è alto. “Il danno, potenzialmente, è molto esteso” conclude Nencini “ma per gli effetti dobbiamo attenderci un’onda lunga”. Le analisi potranno dirci, con notevoli margini di incertezza, se aumenteranno le truffe sulle carte di credito o ci sarà una lunga stagione di furti di identità digitale. C’è da sperare che questo allarme aiuti ad alzare in modo costante l’attenzione sul problema delle vulnerabilità dei software in Rete. l bug Heartbleed continua a mietere vittime. Dopo aver messo al tappeto il protocollo OpenSSL, attraverso il quale vengono criptate le informazioni che passano da due terzi dei server della Rete, ha colpito anche i sistemi hardware. La notizia è stata diffusa dai colossi Cisco Systems e Juniper Networks che producono router, switch, firewall e altri prodotti fisici per la Rete. Il 'buco' alla sicurezza potrebbe così consentire a pirati informatici di entrare in possesso di password o di informazioni sensibili entrando nei grandi network delle aziende o anche all’interno dei computer di casa. E risolvere la situazione è meno semplice del previsto: se molti colossi del software hanno già preso provvedimenti e risolto il bug, nel nuovo caso riparare i sistemi potrebbe essere molto complesso e richiedere settimane se non mesi di lavoro. Il problema è stato scoperto la scorsa settimana da un gruppo di ricercatori finlandesi che lavorano per Codenomicon, società che produce sistemi di sicurezza di Saratoga, California. Insieme a loro anche due ingegneri di Google hanno individuato l’errore. I ricercatori hanno chiamato il problema Heartbleed (cuore sanguinante) perché coinvolge il centro vitale del protocollo di criptazione che manda fa transitare i messaggi attraverso i server. Fonti: La Stampa - Quotidiano

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