In questo post non vogliamo fare politica, ma farvi notare quanto si possa guadagnare dal malcontento della gente. Il punto di forza del programma del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è non ricevere finanziamenti pubblici, dimezzare lo stipendio ai politici e non "mangiare" sul fare politica. Ha Raggiunto il 25% dei voti alle ultime elezioni grazie a Internet, e al suo blog sempre aggiornato. Visitando il Blog beppegrillo.it però una cosa salta subito all'occhio, la pubblicità. Il Sito infatti oltre ai banner per l'acquisto dei libri, dvd e altro del comico, presenta la classica pubblicità di Google AdSense, l’agenzia pubblicitaria di Google, la stessa presente anche su questo sito. Parliamo con condizione di causa, perchè sappiamo quanto e come si guadagna con questo metodo. Con AdSense tramite gli annunci pubblicitari si guadagna in base al numero di visite (impression) e click sugli annunci. La differenza la fanno il numero dei visitatori che ovviamente sul blog di Beppe Grillo arrivano a circa 5 Milioni al giorno (fonte Ad Planner - Strumento di Google Pubblico per le campagne pubblicitarie). Secondo Alexa il Blog di Grillo è tra i primi 50 siti in Italia è salito nell'ultimo periodo al 42° posto come numero di visitatori (fonte). Fare una stima esatta dei guadagni non è semplice ma sicuramente sono superiori a quanto possa costare il mantenimento del blog. Accostare le battaglie politiche del movimento a pubblicità di compro oro, concorsi mangia credito o di altre aziende, sarà sicuramente molto remunerativo per la coppia che gestisce il movimento Grillo-Casaleggio, ma pone seri dubbi sulla genuinità della proposta politica. Visto che è possibile pubblicare online le somme guadagnate con AdSense, sarebbe una interessante operazione-trasparenza rendere pubblica la quantità di denaro guadagnata anno per anno con AdSense e magari informare tutti sulla destinazione di questi "fondi". Che percentuale di questi soldi va al Movimento? Quanti soldi vanno a finire nelle tasche di Grillo e Casaleggio? Chi decide come dividere i ricavi? Il Movimento 5 Stelle si fa vanto di non ricevere finanziamenti pubblici perchè tutto viene rendicontato. Ogni centesimo viene registrato e può essere ricondotto ad una determinata persona, pubblicamente. Invece con Google Adsence tutto avviene al buio, nessuno può sapere esattamente quanto guadagni, solo a mountain view (sede di google) lo sanno. La cosa è molto grave ma nessuno ne parla, il Sito beppegrillo.it è comparso addirittura nelle schede elettorali, sotto il simbolo, Pubblicità Gratuita, si strumentalizza tutto per guadagnare soldoni dagli ignari elettori, stufi di questa politica. Perchè il voto a Beppe Grillo, è un voto di protesta, un voto contro la casta, peccato che gli ideali tanto amati forse non solo gli stessi di chi ogni mese incassa il bonifico da Google in qualche conto all'estero a noi del tutto sconosciuto. Occhio quindi perchè Internet è si un mezzo di democrazia diretta, ma occorre saperlo leggere, in tutte le sue forme. Un conflitto di interessi economici incredibile, nascosto dai tanti vaffa del comico, sempre più popolare e quindi di conseguenza sempre più ricco perchè ogni volta che lo sentirete urlare che “la Rete è la libertà”, sappiate che riceve soldi per farlo.

"Abbiamo ricevuto 20 iPhone 5 16GB che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina!
Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare!
Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto (e qui >>> Prodotti Apple Gratuiti per rimanere AGGIORNATO sulle vincite)
Passo 2. Condividi questa foto.
Passo 3. Commento colore nero / bianco
I fortunati vincitori saranno selezionati entro l'8 Marzo. Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono partecipare. I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di Prodotti Apple Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna."

Da giorni, il social network Facebook, é infestato da immagini che indirizzano a pagine che promettono prodotti Apple gratuitamente. Ma perché fanno tutto ciò, e perché la gente ci casca?

Si Tratta di vere e proprie truffe anche se non si chiedono direttamente soldi agli utenti, le pagine una volta raggiunto un tot di mi piace vengono "vendute" cambiando il nome ad aziende che le utilizzano per spam e pubblicità varia.

Non ci vuole molto a capire che è un bluff – Nessuna indicazione sugli autori del concorso, nessuna indicazione di autorizzazioni ministeriali (obbligatorie in Italia), nessuna spiegazione sui criteri di selezione per la spedizione dei premi. La mancanza di qualsiasi riferimento aziendale lascia intendere che si tratti solo di una bufala. Tant'è vero che tra i messaggi in bacheca ce ne sono molti di utenti sospettosi, mentre alcuni chiaramente dichiarano di aver già provveduto a segnalare la pagina ai gestori del Social network.

Quindi occhio e voi che lo fate, che mettete mi piace e condividete le foto, chiedetevi, ma la gente regala senza nessun guadagno prodotti da migliaia di euro, solo con mi piace e commenti?
Non fate la cavolata di dire, tentar non nuoce, perché fate il loro gioco!

La popolare applicazione di chat, utilizzata da milioni di utenti nel mondo, introduce un canone annuale, per ora solo nelle versioni non iPhone, che si paga al primo download. Il costo non è proibitivo, ma la rivolta in Rete scatta comunque: "E' come la Rai", scrivono gli utenti
Scoppia la polemica sul caso Whatsapp, una popolarissima applicazione per chat singole e di gruppo, finora completamente gratuita, ma che ha introdotto un sistema di abbonamento annuale nelle versioni per Android, Windows Phone e Blackberry. La versione iPhone ha un costo fisso al download, e al momento non prevede rinnovo annuale. E questo è uno dei motivi che alimenta i commenti negativi degli utenti, sul Play Store di Google: "Non ci vuole niente a passare ad un'altra applicazione di chat".
Il successo di Whatsapp è cresciuto con il diffondersi degli smartphone, per un motivo molto semplice: il servizio offerto è pari a quello che gli operatori telefonici forniscono con i pacchetti Sms/Mms, con una caratteristica che però azzera ogni discorso: su Whatsapp non si pagava mai nulla. E' ancora così, tutto sommato: 79 centesimi all'anno per inviare messaggi di testo lunghi quanto si vuole, foto e video sono obbiettivamente una non-cifra, considerando anche che l'app non ha pubblicità, e che ci sono dei costi tecnici infrastrutturali che una servizio del genere, con il volume di traffico e utenti che ha, deve in qualche modo sostenere. Ma molti utenti sembrano orientati sulla linea del "non pago". Alternative a Whatsapp ce ne sono, su tutte le piattaforme, da Skype a Tango, da Viber a Facebook Messenger, alcuni dei quali supportano anche chiamate e videochiamate gratuite, e come unici costi hanno quelli delle connessioni a internet, relative ai singoli piani tariffari degli utenti.
Certamente però a colpire non è stato il passaggio dell'app a pagamento, quanto apparentemente il modo: "E' come il canone Rai", si legge sul Play Store, oppure "Dopo averci assuefatti vorreste denaro? Bella politica commerciale. Da strada", paragonando di fatto l'applicazione a una sostanza stupefacente. C'è chi entra però più nel merito: pagare sì, ma per delle funzionalità aggiornate. Che alcuni concorrenti già offrono: "La cifra richiesta è irrisoria, ma uso l'app da anni ed è rimasta sempre la stessa. Pagherei volentieri per l'introduzione di nuove caratteristiche, come la videochat che ormai hanno tutti i programmi simili". E in questo senso, naturalmente nulla vieta di disinstallare l'applicazione e migrare le proprie chat su un altro servizio, senza lo storico e ricominciando da zero. Oppure optare per la sottoscrizione da 79 centesimi. (Repubblica - Tecnologia)

DNS ChangerDNS Changer è una delle ultime minacce per chi naviga su internet. Si tratta di un Virus/malware che modifica le impostazioni della scheda di rete dei PC o dei router collegati modificando le impostazioni dei server DNS.

I server DNS (Domain Name System) consentono la corretta navigazione trasformando i nomi dei siti web in indirizzi IP e viceversa. In questo modo, ogni volta che digiti il nome di un sito Internet sulla barra degli indirizzi del browser, il virus DNS Changer trasforma il nome rimandando a pagine di un sito web manipolato, del tutto simile nell’aspetto a quello originale, creato appositamente per truffe on line come il phishing e contenente altri malware o virus capaci di rubare i dati personali degli utenti , quali ad esempio, le credenziali di accesso alla banca on line, il numero della carta di credito , etc.

Il problema quindi non è della rete, del modem o del proprio provider di connessione, ma è sempre e comunque legato al computer che si sta usando in quel momento che potrebbe essere infettato dal malware DNSChanger.

Per sapere se sei vittima del virus, se riesci ad aprire la pagina effettua un test online sul sito http://dns-changer.eu/ in quanto www.dns-ok.it fornito precedentemente da Telecom Italia pare sia down.

Oppure andate sulla proprietà del tcp/ip della connessione lan o Wi-fi e verificate che dns sono presenti. Il malware trasforma i server in un Dns che inizia con la classe 151.99 ad esempio

151.99.252.2 - 151.99.125.3 - 151.99.125.2 - 151.99.250.52 - 151.99.0.100 - etc..

Aggiornamento del 21/22 gennaio 2013 ora i Dns che imposta sono 176.31.229.25 e 176.31.229.24

Per risolvere il problema è sufficente cambiare i dns sulla propria scheda di rete impostando quelli di Google o quelli del proprio provider

Quelli di Google sono:

DNS primario: 8.8.8.8
DNS secondario 8.8.4.4

Quelli del proprio provider si possono trovare sui siti ufficiali con una semplice ricerca

ad esempio quelli di tiscali sono:

DNS primario: 213.205.32.70
DNS secondario 213.205.36.70

Ci Segnalano che son presenti dei problemi anche con Alice - Telecom Italia con i Dns Google

In questo caso per la navigazione regolare Telecom consiglia i propri DNS

DNS primario : 212.216.112.112
DNS secondario : 212.216.172.62

Per i meno pratici, configurare i dns sulla scheda di rete è semplice basta accedere alle proprietà tcp/ip della proprietà della connessione lan o wifi tramite il pannello di controllo - connessioni di rete (su Windows Xp). Su Vista troverete Pannello di Controllo - Rete e Internet - Visualizza stato della Rete e Attività - Gestisci connessioni di Rete - Connessione alla rete locale (LAN) o Senza Fili a seconda della rete che state utilizzando - tasto destro sull'icona selezionate Proprietà - Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4) sempre proprietà. Su Windows 7 trovate "Modifica impostazioni scheda" il resto è simile.

Una volta che riuscite a navigare impostando i dns, Scaricate ed eseguite il programma Combofix (download diretto da qui o dal sito www.combofix.org). Questo va fatto perchè altrimenti il Virus vi ricambierà i Dns al riavvio del pc.

Il programma Combofix, riavvierà diverse volte il pc quindi fatelo tenendo tutte le applicazioni chiuse.

Per Verificare se i dns sono ancora infetti è possibile verificare on line sempre attraverso questo link http://dns-changer.eu/

Aggiornamento del 23 gennaio 2013

Alcuni provider come Tiscali hanno predisposto una pagina automatica per la la Rimozione del Malware DNSChanger. I Clienti che si ritrovano nella scheda di rete i due dns malevoli vengono reindirizzati a una schemata automatica predisposta dal provider che fornisce le istruzioni per il ripristino della navigazione con Windows XP, Windows Vista, Windows 7 e Windows 8 e la Guida alla rimozione del malware DNSChanger per maggioni info http://assistenza.tiscali.it/tecnica/dnschanger/

Aggiornamento del 24 gennaio 2013

Pare che i due DNS - 176.31.229.24 - 176.31.229.25 che hanno dato grossi problemi questi giorni, non siano frutto del Malware DNS Changer ma appartengano a RapiDNS un servizio fornito gratuitamente proprio contro Malware e Botnet e per Evitare secondo quanto riporta il sito "scomodi blocchi applicati dal tuo ISP su protocolli di Sharing come Torrent e simili". Infatti proprio sul sito (rapidns.net) che fornisce questi dns è indicato un avviso del 22/01/2013 "Problemi di Rete Datacenter" "Dal giorno 21 Gennaio 2013 il nostro provider ha avuto seri problemi tecnici presso il datacenter dove è presente l'infrastruttura dei nostri server DNS, pertanto ci scusiamo per il disservizio che vi abbiamo procurato, vi confermiamo che al momento tutti i problemi sono stati risolti ed il servizio è tornato a funzionare correttamente." Un Down che ha portato disagi a migliaia di utenti. Questo stesso articolo è stato visualizzato da 13.000 utenti in cerca di una soluzione

Altroconsumo ha denunciato oggi all’AGCOM la pratica commerciale scorretta di sei operatori di telefonia fissa che offrono anche connessione internet (via fibra ottica o adsl): Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletù, Tiscali e Vodafone. Gli operatori della telefonia fissa, quando il consumatore decide di cambiare compagnia, sottraggono loro dai 35 ai 107 euro. Il balzello era stato azzerato, ma poi è risorto sotto nomi diversi, quali contributi di disattivazione. Ma si tratta di una beffa che viola i diritti dei singoli utenti e soprattutto ipoteca le dinamiche concorrenziali.
Circa 20mila utenti hanno segnalato la voce in bolletta quest’anno appena trascorso. Una penale bella e buona. Era stata abolita con le cosiddette lenzuolate di liberalizzazioni dell’allora ministro Bersani nel 2007 proprio per semplificare il cambio di fornitore di servizio e promuovere la concorrenza nel mercato.
Altroconsumo non ci sta e passa alle carte bollate. L’associazione di consumatori denuncia all’Autorità per le garanzie delle telecomunicazioni la pratica e l’entità dei costi, né congrui né giustificati dal contesto tecnologico.

"A Fronte di 96 milioni di Euro di Borsa, Qui a Cagliari in questi 12 anni abbiamo dato più di mezzo miliardo di Euro di Stipendi" "Noi Lavoriamo onestamente, altro che Capitalismo di Rapina". Renato Soru, Amministratore Delegato di Tiscali, nella consueta riunione di fine anno con i 1000 dipendenti del provider Sardo, risponde alle provocazioni del libro "Tiscali, Una Storia tutta Italiana" presentato oggi alle 18, nella Sala convegni dell’Associazione stampa sarda, in via Barone Rossi dal giornalista Alfredo Franchini in collaborazione con la componente Sel del Gruppo misto in Consiglio regionale.

Secondo quanto diffuso in una scheda del libro "La parabola di Tiscali è il paradigma della crisi di un capitalismo senza capitalisti né capitali, dove i soliti furbetti hanno condotto i risparmiatori ad una guerra finanziaria che ha avuto come risultato quello di svuotar loro le tasche. Il libro inizia con il racconto dell’ascesa di Soru e del suo provider: nell’ottobre del 1999 l’azienda viene quotata in Borsa e l’anno successivo capitalizza quattordici miliardi di lire contro gli undici della Fiat. Si stanno preparando tempi nuovi e nuovi protagonisti salgono alla ribalta: Renato Soru (Tiscali), Roberto Colaninno (Telecom), Pierluigi Crudele (Finmeccanica), Carlo De Benedetti (Kataweb). Una nuova razza padrona sembra nata dalle ceneri del capitalismo italiano. Una parola riempie la bocca di tutti: “new economy”. Microsoft alimenta il sogno e improvvisamente la Rete e Internet diventano la nuova frontiera di un capitalismo di rapina. D’altronde il momento è propizio, le Banche centrali sono alle prese con un’inflazione monetaria che li porterà a breve a spostare gli investimenti sui titoli in Borsa e sul mercato azionario.

Ma nulla sarebbe potuto succedere senza il “parco buoi”, espressione molto efficace usata negli ambienti finanziari per indicare i piccoli azionisti. Che abboccano. Analisti finanziari invitano i propri clienti a comprare titoli Parmalat, Cirio e bond argentini in una folle corsa verso un baratro finanziario che svuoterà solo le tasche degli ignari risparmiatori. A distanza di dieci anni non rimane quasi più nulla di quelle società, ma mentre sono andati in fumo i risparmi del “Parco buoi”, il “parco delle volpi” se la passa benissimo.
Che cosa non ha funzionato? Sicuramente la ricetta neoliberista di Greenspan non ha retto. Ma soprattutto perché si continua a salvare le banche invece di pensare ai contribuenti? Il modello economico occidentale è ad una svolta. Le economie emergenti (Cina, India e Brasile) hanno saputo proteggersi, la finanza islamica è in crescita. Eppure la lezione non sembra essere stata assimilata: una nuova bolla finanziaria sta prendendo forma: sui mercati finanziari di Wall Street, Facebook e Twitter stanno raggiungendo quotazioni stratosferiche: la domanda è: quanto perderà chi investirà sui titoli dei due social network?

Ma secondo il Fondatore di Tiscali, molto di quanto racconta questo libro è frutto di totale immaginazione dell'autore, o di passaparola senza reali fondamenta; come la presentazione stessa che racconta del trasferimento della sede di Tiscali nell'imponente campus di Sa Illetta a Cagliari dove si sarebbe perso il mozzicone di un sigaro Avana che era stato considerato un cimelio. "Lo aveva lasciato sulla terrazza della villa liberty il cui parco confinava con l'ex casa di Niki Grauso, oggi del banchiere Giorgio Mazzella, un uomo della Banca Rothschild nell'ultima trattativa, quella decisiva, per il debutto in Borsa della società cagliaritana. C'è chi dice che quel mozzicone l'avesse preso Marta Sanna, all'epoca "investor relator" di Tiscali, per ricordo delle giornate che portarono una minuscola azienda sconosciuta a essere valutata più della Fiat. Assunta a ventisette anni con un contratto di formazione lavoro, Marta, capelli ricci e brillantino alla narice, è diventata miliardaria (con le lire) due anni dopo, grazie al pacchetto di azioni avuto in regalo prima della quotazione e cresciuto del 1.800 per cento. Una fortuna capitata a un manipolo di quadri e dirigenti davvero privilegiati. Fatto sta che quel sigaro è diventato un ricordo, proprio come il sogno di chi voleva adoperarsi per creare una società europea nel settore delle telecomunicazioni." Un Ricordo che Renato Soru, non ricorda proprio. Il Libro è stato presentato in collaborazione con il Partito Politico di Sinistra Ecologia e Libertà, fatto che ha non piace per nulla a Soru "Io non so per purtroppo o per bene, mi sono occupato di Politica, ho lasciato la società, per un pò di anni nella vita ho messo al primo cose altre cose e ancora oggi sono probabilmente all'epilogo di una vicenda di protagonismo politico in un ruolo istituzionale, e la paura che magari possa "ritornare" in qualche modo, evidentemente per qualcuno è tanta, e pur di fare del male a me son disposti a far del male a questa società, che non ha mai avuto un euro di contributi pubblici e quando ha chiesto soldi al mercato gli è andati a prendere in Irlanda, in Scozia, Inghilterra, in giro per il mondo a società che tradizionalmente fanno questo di Mestiere"

Una Tiscali, ben diversa da quella raccontata sul libro è quella realmente sul mercato attualmente che non si limita a fornire servizi di Adsl e Fonia ma raccoglie servizi diversi e unici in Italia. Dal social Network "Indoona", ai servizi di Streaming video offerti con "Streamago", al nuovo ambizioso motore di ricerca "Istella" in grado di poter offrire servizi innovativi. "In un Italia in recessione, in un mercato estremamente competitivo, nonostante la crisi, L'Azienda Tiscali è in un sostanziale Equilibrio, produce Cassa, e migliora la sua posizione riducendo il debito.

Un software gratuito per misurare la velocità delle connessioni a Internet, scaricabile liberamente dal sito www.misurainternet.it. L'ha messo a punto l'Autorità garante per le telecomunicazioni. il Misura Internet Speed Test a dire il vero già disponibile da un po di tempo, consente di effettuare, per le linee di accesso a internet da postazione fissa e per tutti i sistemi operativi un test rapido che, entro 4 minuti dalla richiesta dell'utente, verifica la banda in download, la banda in upload e il ritardo.

A differenza di altri software disponibili in rete, Misura Internet Speed Test valuta la prestazione di accesso ad internet esclusivamente della rete dell'operatore con il quale l'utente ha sottoscritto il contratto di fornitura. Inoltre, durante il test, per garantire maggior attendibilità dei risultati il software effettua anche un controllo delle condizioni del PC e della rete locale dell'utenza, fornendo informazioni sugli 'Indicatori di stato del sistema'. Oltre alle condizioni di rete, il test verifica l'occupazione della cpu e della memoria (ram), tipo di connessione (se mediante cavo ethernet o wireless), presenza di altri host (pc, stampanti) in rete, eventuale presenza di traffico spurio sul pc.

Lo speed test valuta la qualità della linea riferita all'arco temporale in cui lo stesso viene eseguito. Qualora il test rilevi valori peggiori rispetto a quelli contrattualmente garantiti, è possibile effettuare un test completo con il software "Ne.Me.Sys" dell'Agcom che verifica la qualità complessiva della linea e rilascia un apposito certificato con il quale gli utenti possono presentare reclamo all'operatore e chiedere il ripristino degli standard pattuiti.

Misura internet speed test risponde all'interesse, tutelato dall'articolo 72 del codice delle comunicazioni elettroniche, di rendere disponibili informazioni comparabili, adeguate ed aggiornate sulla qualità dei servizi offerti dagli operatori e migliorare così la consapevolezza degli utenti sui temi della qualità e della trasparenza dei servizi di accesso ad internet e sui loro diritti in materia.

I Nostri consigli: Non bisogna fissarsi troppo con gli speedtest e tener sempre presente che questi si riferiscono solo ad una velocità media di download da un server e non la "massima" prevista come da contratto. Bisogna sempre poi verificare quale sia la reale velocità di allineamento della nostra connessione, questa è verificabile accedendo alla configurazione dell'modem/router solitamente tramite ip 192.168.1.1 / 192.168.0.1 o 192.168.1.254 a seconda di marca e modello dell'hw. Qualora l'allineamento sia inferiore a quello del contratto è possibile contattare il proprio gestore che verifica il massimo ottenibile della linea che dipende sempre dalla qualità del doppino telefonico telecom, dalla distanza dalla centrale o spesso dal nostro impianto telefonico, vecchio o con qualche filtro adsl danneggiato. Quindi prima di fare qualsiasi speedtest accertiamoci della velocità di allineamento della nostra linea. Se escludendo i problemi dell'impianto, la velocità di allineamento continua ad essere bassa a causa della distanza dalla centrale mettevi le mani in tasca, nessun cambio gestore potrà cambiare questo dato. Come speedtest se volete evitare la procedura di registrazione e download di misura internet il sito più attendibile rimane test.ngi.it veloce e preciso, mentre speedtest.net ormai saturo di server molto lenti non mostra risultati attendibili tranne in qualche server libero come quello di Oristano, quindi se usate questo sito occhio a che server utilizzare per il test, non sempre il più vicino è quello più veloce.

Load More

Ultime Trasmesse

Offerte di Lavoro in Sardegna

Offerte di Lavoro in Sardegna




Facebook


Ascoltaci con le nostre APP

Hai uno smartphone con Sistema Android o Apple e vuoi ascoltaci? Scarica Subito le nostre app da Google Play. E' Gratis!