Quando si mette su una band, un argomento fondamentale da prendere in considerazione è l’attrezzatura. Ci sono degli strumenti che risultano assolutamente necessari sin dal primo giorno di prove, esistono poi decine di prodotti “opzionali” che possono servire o no in base alle performance e al numero di esibizioni medie di una band.

Ovviamente ogni artista dovrebbe possedere (o perlomeno affittare) gli strumenti fondamentali che utilizzarà: ogni strumento ha le sue caratteristiche peculiari ed il suo suono unico, ed un buon musicista deve sapere quale effetto sta cercando, la vibe che vuole trasmettere e lo stile che vuole seguire, ragion per cui dovrà selezionare lo strumento più appropriato per raggiungere il suo obiettivo.

Sebbene tutti noi musicisti siamo tentati dal comprare tutti gli strumenti e le attrezzature esposti nei negozi di strumenti musicali, sappiate che, almeno per l’inizio della vostra avventura musicale, bastano pochi strumenti che possano garantire una configurazione di base. Il costo di tali strumenti può a volte risultare proibitivo in un classico negozio di strumenti musicali, per questo motivo è opportuno, per chi è alle prime armi, cercare strade secondarie e metodi alternativi per fare i propri acquisti. Negozi di elettrodomestici propongono spesso delle offerte molto allettanti per strumentazione musicale, vedi ad esempio l’ultimo volantino euronics.

Un Dj può iniziare con il proprio computer, garantendosi però l’acquisto di un mixer e di un pccolo sistema audio. Un chitarrista può iniziare con una semplice chitarra classica. Un batterista potrebbe semplicemente iniziare con un set di base formato da cassa, rullante, charleston e due piatti.

 

MICROFONI E SUPPORTI PER MICROFONI

Dai piccoli cantautori alle grandi orchestre, ogni cantante ha certamente bisogno di un microfono e, per il massimo della comodità, di un’asta di supporto per potersi esibire live. La tecnologia ci ha fornito nel corso degli anni di centinaia di modelli, espansioni e gadget per modificare la voce; ironicamente, gli strumenti tuttora a disposizione dei cantanti sono così tanti che l’installazione di tali componenti è diventata molto più complessa.

AMPLIFICATORI DI POTENZA

Come suggerisce il nome, quest’ultimi sono ciò che amplifica il suono prima di raggiungere gli altoparlanti. Ne esistono tantissimi modelli: stand-alone, integrati nel mixer o addirittura negli altoparlanti stessi. Le configurazioni più moderne, incluse quelle mobili, sono dotate di altoparlanti attivi (amplificatori integrati) in quanto nettamente più pratici, mentre band e musicisti con performance più alte preferiscono ancora ii modelli stand-alone.

ALTOPARLANTI PRINCIPALI

Ogni band ha bisogno di almeno una coppia di altoparlanti, uno per ogni uscita stereo (destra e sinistra). Molti altoparlanti sono dotati di due casse separate, una più grande per i suoni bassi e medi, e una più piccola (tweeter) per i suoni più acuti. Gli altoparlanti sono generalmente disponibilii in due varianti: attivi e passivi; nel primo caso l’altoparlante combina amplificatore e cassa in un unico cabinet, eliminando la necessità di acquistare amplificatori esterni.

MIXER

Il mixer (praticamente una scheda audio) viene utilizzato per alimentare tutti i microfoni e le linee strumentali in un unico punto di convergenza, in modo da poter livellare e bilanciare tutti i suoni da un unico dispositivo. La configurazione base di cui ogni band ha bisogno è di 4 canali d’entrata.

 

Quante volte avrai visto, durante un concerto, chitarre che smettono di suonare, bassi con il volume alle stelle e microfoni che fischiano? Il miglior modo per evitare spiacevoli incidenti durente le vostre esibizioni dal vivo è quello di anticipare tali problemi. Prova, testa e sfrutta la tua strumentazione in modo da capire alla perfezione come essa funziona e quali sono i suoi limiti. Il più delle volte, se conosci la tua attrezzatura, sarai in grado di risolvere qualunque problema nel giro di pochi minuti.


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Web radio: le nuove frontiere amplificate della radio in streaming

webradio

L'evoluzione di internet ha inciso notevolmente sui cambiamenti della vita in generale sotto qualsiasi punto di vista e aspetto della quotidianità, soprattutto nel campo della comunicazione, dove ha veicolato in maniera più rapida tutte le informazioni ampliando a dismisura il raggio del suo campo d'azione.

I canali di comunicazione classici, come tv, giornali e radio, hanno dapprima subito un duro contraccolpo, in quanto le persone (trasformate in utenti) hanno preferito la velocità delle nuove tecnologie relative alla piattaforme online, ma in un secondo momento (soprattutto negli ultimi anni), anche le tecnologie classiche di comunicazione si sono adeguate alla rete multimediale, sfruttando internet come onda di diffusione globale.

Non poteva essere altrimenti per il mondo della radio, che ha trovato su internet la sua dimensione ideale per una trasmissione a livello globale senza barriere. 

Dall'etere a internet: la radio sbarca sul web

Proprio grazie a internet il valore delle radio è stato rivalutato dagli utenti, infatti, chiunque abbia a disposizione una connessione, un pc o uno smartphone, ha la possibilità di scaricare le app di una web radio specifica, oppure rivolgersi a software che consentono di ascoltare radio classiche in streaming e web radio situate in tutto il mondo. 

La differenza principale è che le radio classiche, quelle che operano da più anni utilizzando le frequenze radiofoniche dell'etere, hanno raddoppiato gli ascolti offrendo anche l'opzione del web, invece le web radio, sono totalmente nuove ed è possibile ascoltarle solo su internet. 

Lo streaming radiofonico ha consentito alle radio di sbarcare sul web e di tornare a un livello di gradimento alto da parte degli utenti, non a caso, uno smartphone somiglia molto alle vecchie radioline per la sua maneggevolezza, in più è in grado di raggiungere una vastissima gamma di frequenze, attraverso app e software. 

Come funzionano le radio in streaming 

Il meccanismo è molto semplice, le frequenze vengono codificate e messe a disposizione dei supporti hardware che possiedono una connessione internet, di conseguenza si è avuto anche un incremento notevole di emittenti.

 Non solo è possibile seguire qualsiasi radio in qualunque parte del mondo, ma risulta estremamente semplice anche creare la propria web radio con costi irrisori e una diffusione internazionale, almeno in potenza. 

Principalmente le web radio sono suddivise in tre principali categorie: amatoriali, professionali e in store. 

Le web radio amatoriali 

Questo è proprio il caso a cui abbiamo accennato sopra, ossia le radio nate grazie alle app e le piattaforme che consentono di costruire la propria emittente. Nella maggior parte dei casi si tratta di registrazioni o playlist, sono radio che si rivolgono ad un pubblico di nicchia, agli amici più stretti e molto spesso sono anche intervallate da spot pubblicitari che le piattaforme obbligano ad inserire. 

Le web radio professionali 

In questo caso, il riferimento diretto è alle radio che trasmettevano via etere e che hanno ampliato il potenziale d'ascolto anche sul web. Sono definite professionali perché possiedono un vero e proprio organico (speaker, registi, fonici ecc.) e un palinsesto specifico. Possono suddividersi in radio nazionali o locali

Web radio in store 

Questa categoria di radio è creata appositamente da brand e si riferisce ad un pubblico specifico che ama il marchio. La sua funzione è quella di pubblicizzare l'azienda e sono del tutto simili alle radio professionali. In generale le web radio in store vengono create attraverso un procedimento misto fra le radio professionali e quelle amatoriali.