Sardinia Pride Compilation - Orgoglio Sardo - Digital Download
E' un progetto discografico realizzato con la collaborazione dei principali gruppi sardi della scena rap e da giovani talenti provenienti da ogni angolo della Sardegna. "Orgoglio Sardo" è il secondo nome che la label ha voluto dare all'iniziativa per evidenziare la qualità e la bravura dei numerosi artisti sardi. Le tematiche delle canzoni realizzate da tutti i gruppi protagonisti variano di argomentazione infatti lo staff ha voluto dare carta bianca. Il progetto verrà diviso in volumi digitali (costituiti da dieci tracce ogn'uno) che usciranno periodicamente una massimo di due volte al mese. Una volta pubblicati tutti i volumi e conosciuto uno per uno ogni gruppo protagonista, l'intera compilation verrà stampata in fisico e distribuita dal sito italiano per eccellenza Disco Più Rimini e sarà possibile acquistarla anche in alcuni negozi di dischi nel cagliaritano.

Sardinia Pride Compilation, Vol. 1 (Orgoglio sardo) - Artisti VariI lavori Ichnusa Recordings sono presenti in oltre 200 store digitali a pagamento in tutto il mondo. Il costo delle tracce varia dai 1,56 euro su Beatport ai 0,99 euro su iTunes, i distributori più importanti e conosciuti al mondo. I prodotti Ichnusa Recordings potranno essere acquistati anche tramite uno "Smartphone". Gli Store Mobile oramai sono numerosissimi e variano a seconda dell'operatore telefonico e della marca del cellulare (Ovi Musica, Vodafone Music Store, Android etc..)

I BRANI PRESENTI NEL PRIMO VOLUME
Ruido ZC - Sardinia Pride Intro feat. Mr Meuri & Dj Sputo - Download
Qgs (Kavo + Creso) - Hip Hop Sardo (Prod. by Real DA BOMB) - Download
Offman - Velo di Marja feat. Anti & Giuly (Prod. by Giovanni De Murtas) - Download
Demi - Biglietto sola andata feat. Ill Quest (Prod. by Shout One aka Simon Tha Dilla) - Download
Senso - Uomo A Metà feat. Elvira Semeraro (Prod. by Arcana Prod) - Download
Pixe Trap - Vieni Qua Giù (Prod. Miggy la Crème) - Download
Sheik - Roba che scotta (Prod. by Icon Curties) - Download
Prosa - Prova a fermarmi (Prod. by Brawnshugar) - Download
Santiago - I'm Down (Prod. by Dj Key D) - Download
Shout One - Pills feat. Kaya Mc (Prod. by Shout One aka Simon Tha Dilla) - Download

SCHEDE TECNICHE ARTISTI VOLUME 1 - ASCOLTA LA INTRO REALIZZATA DA RUIDO ZC

I PROTAGONISTI DEL SECONDO VOLUME
Tra i dieci protagonisti del secondo volume sarà presente lo storico gruppo rap dei La Fossa, Don Milingo, Blatha Fam, Makkarroni, Dagon, Smemo, Baio, 57 Block, Disma e La Casata.

ASCOLTA I LA FOSSA NEL VOLUME 2

CONTATTI

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Ichnusa Recordings ringrazia di cuore tutte le persone che supportano questo nuovo progetto e chi sta collaborando per realizzarlo.

Giovedì 3 Maggio alle ore 10:00 presso l'aula I della Facoltà di Lettere in via Zanfarino avrà inizio nei locali dell'Università di Sassari, il seminario di lingua sarda "Su sardu in tres paràulas", organizzato dal gruppo studentesco Su Majolu e finanziato dall'Università di Sassari nell'ambito dei finanziamenti per le attività culturali degli studenti.
Il seminario durerà complessivamente 42 ore e si articolerà in 3 moduli, ciascuno dei quali sarà tenuto da un insegnante diverso.
Il primo modulo, tenuto da Diego Corraine tratterà l'argomento della lingua Sarda standard: una breve storia delle varie proposte di standard linguistici e ortografici della lingua Sarda, dagli anni 70 alla "Limba Sarda Comuna" concentrandosi su quest'ultima.
Il secondo modulo tenuto da Bruno Sini affronterà l'argomento della comunicazione giornalistica in lingua Sarda analizzando vari articoli giornalistici e mettendo a confronto articoli e altri testi scritti in Sardo, nei vari dialetti e standard e nei vari stili linguistici e di scrittura: sia testi riconducibili a una lingua piana (plain language e più vicina alla lingua parlata) che testi che ricercano una lingua più "alta" e lontani dal parlato. Tramite l'analisi dei suddetti testi l'insegnante darà le basi per scrivere un testo in lingua Sarda.
Il terzo modulo tenuto da Mario Puddu tratterà le differenze fonetiche tra le varianti del Sardo illustrandone i fenomeni fonosintattici e le norme utili per regolarizzarne la scrittura.
Il seminario è rivolto a tutti gli studenti dell'Università di Sassari e a chiunque sia interessato ad approfondire la propria conoscenza del sardo scritto e orale e terminerà con un test finale che verificherà le competenze acquisite. 
Il Corso “Su Sardu in tres paraulas”  finanziato dall’Università di Sassari è gratuito e aperto a tutti, studenti e lavoratori. Per iscrizioni telefonare al numero: 3299694001

Seminario di Lingua Sarda
Su cursu, l'amus divisu in tres mòdulos.

Su primu, chi at a fache Diegu Corràine, faveddat de su sardu istandard: una istoria lestra de totu sas propostas de istandard linguìsticos e ortogràficos dae sos annos 70 finas a sa LSC, cunfrontande sos... istandard chi sun impreaos in Sardigna, inintro e in foras de sas istitutziones,. Mascamente at a imparare sas règulas de sa LSC.

Su 'e duos, chi at a facher Brunu Sini, faveddat de sa comunicatzione e de s'iscritura giornalistica in sardu. At a cunfrontare artìculos e àteros testos iscritos in sardu, in sos limbazos sardos e in sos istandard, e sos issèperos linguisticos prus acurtzu a una limba "prana" (plain linguage) e a un'iscritura "populare" chin sos chi fràvican una limba prus "arta" e atesu dae sa limba faveddada. Partinde dae sos esèmpios at a facher a bìere comente s'iscriet un'artìculu de giornale in sardu.
Su'e tres, chi at a fàchere Màriu Puddu, faveddat de sas diferèntzias fonèticas intr'e sos limbazos sardos. At a imparare cales sun sos fenòmenos fonosintàticos de totus sos limbazos e sas règulas ùtiles pro regularizare s'iscritura.
Su cursu s'at a tancare chind un'esame: sos istudentes an a facher unu test issupra 'e sos argumentos imparaos e an a iscrìere unu testu minoreddu in sardu e los an a gidicare sos mastros.
Su cursu a èssere a gratis e apertu a totus, istudentes e trabballadores, at a èsser finantziau dae s'Universidade de Tàtari e gai at a esser publicizau. Amus pediu chi dian 3 CFU a sos istudentes chi an a frecuentare su cursu.

Si cheries partecipare a su seminàriu, mutìe a su numeru 3299694001 pro dare s'adesione bostra.

Nei giorni scorsi è esplosa la polemica dopo la manifestazione a Cagliari del 25 Aprile dove i militanti di estrema destra che hanno commemorato i repubblichini di Salò. Infatti nello stesso giorno in cui si ricorda l'anniversario della Liberazione dal Nazifascismo è stata autorizzata dal prefetto una manifestazione che denigra i valori della Resistenza. Inevitabili gli scontri e le polemiche di questi giorni. Ma noi vogliamo fare chiarezza sulla punibilità del manifestare il pensiero fascista. Infatti mentre i gruppi di estrema destra si appellano ad una sentenza della Cassazione del 1977 ormai superata che impone di sanzionare penalmente solo il tentativo di restaurazione del partito fascista la legge attualmente in vigore punisce qualsiasi manifestazione ispirata al fascismo. Infatti la Cassazione penale, sez. I, sentenza 17.06.2009 n° 25184 è molto chiara:  Il “saluto romano” non è espressione della possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma è un gesto che istiga all’odio razziale, cioè che sconfina nell’istigazione alla violenza, e - quindi - come tale va punito ex articolo 2, legge 205/93. Esso, infatti, costituisce una manifestazione esteriore propria o usuale di organizzazioni, associazioni o gruppi di cui alla l. n. 205 del 1993, la quale, nel contesto e nell'ambiente in cui era stata compiuta, era non solo idonea a provocare adesioni e consensi tra le numerose persone presenti, ma era inequivocamente diretta a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale od etnico. Tali idee non contrastano con l’art. 21 Cost., in quantola libertà di manifestazione del pensiero e quella di ricerca storica cessano quando travalicano in istigazione alla discriminazione ed alla violenza di tipo razzista, opportunamente rimarcando, tra l'altro, come l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, ha un contenuto fattivo di istigazione ad una condotta che realizza un “quid pluris” rispetto alla mera manifestazione di opinioni personali.

(*) Riferimenti normativi: art. 21 Cost.; art. 2, legge n. 205/1993).

Quindi è ora che i gruppi di estrema destra evitino di continuare ad ignorare le leggi in vigore.... Forse anche qualche Prefetto dovrebbe farlo prima di concedere autorizzazioni del genere.

David Guetta, Daft Punk, Chemical Brothers, Swedish House Mafia e deadmau5 sono gli artisti che dominano le classifiche electro-dance da diversi anni. Sono tutti uomini, ma EMI Music vuole scoprire la migliore DJ donna italiana e trasformarla in un fenomeno. 

Dal 19 aprile le aspiranti DJ superstar  potranno caricare una loro produzione originale o remix, corredata di foto e biografia, sul sito www.shecandj.it

Fino a fine giugno, le candidate saranno valutate da una giuria di esperti composta dalla direzione artistica di EMI Music, un giornalista di DJ Mag, un DJ di radio M2O e da un esperto di make-up e bellezza di deBBY, e votate dai fan online sul sito ufficiale e su www.mitoenergymachine.com

Nel mese di luglio verranno scelte le 10 finaliste che si contenderanno il titolo in un tour nelle discoteche italiane fino a settembre quando sarà decretata la vincitrice in un evento finale. 

L’iniziativa si svolge in collaborazione con Alfa Romeo MiTo Energy Machine, deBBY, DJ Mag e M2O. 

Il premio offerto è eccezionale: Un viaggio a Ibiza per partecipare ai party di chiusura delle discoteche, un kit di prodotti deBBY e la possibilità di pubblicare un album con EMI Music

In veste di official sponsor, deBBY offre l’opportunità ad una delle 10 ragazze finaliste, compresa la vincitrice del contest, di poter essere scelta come “volto ambassador deBBY 2013”, ovvero ambasciatrice di bellezza e talento musicale.

Tutto questo è SHE CAN DJ! - www.shecandj.it

Prosegue con successo il progetto di Bonifacio Angius, “SaGràscia”, opera prima di Bonifacio Angius, presentato in anteprima mondiale alla Mostra Internazionale del Cinema di San Paolo in Brasile, distribuito in Italia da Distribuzione Indipendente, ed accolto con grande entusiasmo da parte della critica, soprattutto per la ricchezza e la densità di rimandi estetici. 

Sa Gràscia è in proiezione sino al 5 Aprile, alle ore 21, al Cinema Greenwich di Cagliari, situato in via Sassari, l'autore sarà presentato da Elisabetta Randaccio di Cinemecum.

Il film porta sullo schermo un “realismo magico” che, grazie all’intensità dell’interpretazione dei protagonisti e ad un’ambientazione priva di connotazioni spazio-temporali, conduce lo spettatore in un viaggio fantastico, che si rivela una vera e propria metafora dell’esistenza. 

“SaGráscia” è un poetico, surreale “road movie” costruito intorno alla figura di un bambino che  attraversa le campagne bruciate dal sole per raggiungere il santuario di sant'Antonio e ringraziarlo di avergli salvato la vita, di avergli fatto la grazia (sa' grascia). In questo film ci sono la gioia e la malinconia, la vita e la morte, i sogni lontani di personaggi abbandonati in un mondo incomprensibile, confuso e contraddittorio, ma nello stesso tempo chiaro, lucido, un mondo dove non c’è bisogno di spiegazioni, dove tutto accade naturalmente tramite un destino crudele e consolatore, cinico e commiserevole, un mondo dove si mescola sogno e realtà senza mostrarne la linea di confine. 

Il film, girato nei dintorni di Ploaghe, ha richiesto tre anni di lavorazione, è stato interamente autoprodotto dall'autore, con il sostegno dell'Associazione Culturale U.C.I. (Unione Cineasti Indipendenti). Per quanto riguarda il reclutamento del cast tecnico-artistico si avvale del lavoro di maestranze, tecnici, attori, scrittori e musicisti, tutti locali e tutti di grande professionalità, a partire dalla sceneggiatura, scritta dal regista in collaborazione con lo scrittore Gianni Tetti e con Stefano Deffenu e Marina Satta, fino alla suggestiva colonna sonora del musicista e compositore Carlo Doneddu.

“SaGráscia” è il primo lungometraggio di Bonfacio Angius, che, pur non avendo ancora compiuto trent'anni, ha già all'attivo tre corti presentati in numerosi festival (“L'arte di essere felici”, “Ultimo giorno d'estate” e “In sa' ia”).

Prosegue il progetto “Genitori Efficaci” incentrato sulla creazione di un Centro per la Mediazione Familiare promosso dall‘associazione culturale LUMEN 

(Associazione sarda che racchiude una lunga esperienza di ricerca sulla mediazione psicosociale) e con il supporto della Fondazione del Banco di Sardegna.

Il progetto nasce dal bisogno di trovare risposte riguardanti i nuovi contesti socio-culturali nei quali la famiglia intesa come struttura, cambia e si trasforma.  L‘istituzione familiare secondo la dott.ssa Eugenia Cervello (nella foto), Presidente dell‘associazione LUMEN e curatrice del progetto,  appare essere vittima di un mutamento sociale in rapida trasformazione tale da scardinare i capisaldi di questa istituzione. Da essa provengono delle lacerazioni quali le separazioni, divorzi e gli attriti familiari che contribuiscono all‘isolamento di genitori e figli.

Il progetto mira a collaborare con le scuole primarie e secondarie con incontri di gruppo e incontri individuali tesi a scoprire, definire e affrontare le dinamiche personali e relazionali, rendendole maggiormente consapevoli, rispettose a vantaggio del benessere familiare e comunitario. Tali risultati verranno raggiunti mediante varie tecniche psicosociali per il raggiungimento di una maggiore conoscenza del ruolo genitoriale e per potenziare il suo ruolo all‘interno del nucleo familiare.

"Genitori Efficaci“ vuole dare una risposta alle conseguenze di queste tematiche e proporre in seguito una esaustiva statistica relativa ai dati raccolti. Il progetto su base nazionale ha come oggetto di studio le famiglie e le istituzioni (scuole, i comuni e le province). Il progetto è attivo su base nazionale e interessa le seguenti aree territoriali: Regione Umbria, Perugia; Regione Lazio, Roma; Regione Sardegna, Cagliari.

Nel Cagliaritano il progetto è già partito presso l‘Istituto Comprensivo Porcu - Satta Quartu S.Elena, e si cercano ancora altre scuole interessate ad iscriversi al progetto.

Tra le associazioni che collaborano con la LUMEN per il progetto ricordiamo: A.R.A.D. (Associazione Regionale Aiuto al Disagio) il C.I.B. (Comitato Interassociativo Bancario di Cagliari) e il supporto fattivo della Fondazione del Banco di Sardegna. 

Al termine degli studi si terrà un convegno finale per definire, presentare e comunicare i dati della ricerca e le esperienze maturate durante il progetto "Genitori Efficaci“.

Associazione Culturale LUMEN : Via Rosas, 37 - Quartu S.Elena - www.associazionelumen.eu

Al via la nuova Campagna di Save the Children “A MANI FERME - Per dire NO alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini" 

La ricerca del dialogo e dell'ascolto si confermano i principali pilastri sui quali i genitori costruiscono il loro rapporto educativo con i figli – rispettivamente per il 50% e per il 35% di essi. Tuttavia più di un quarto dei genitori italiani ricorre allo schiaffo: lo fa o qualche volta al mese (22%) – o quasi tutti i giorni (5%). A questi si aggiunge un 49% che lo utilizza eccezionalmente. In generale un quarto di madri e padri italiani vede nel ceffone un gesto con una valenza educativa. 

A fronte di ciò circa il 25% del totale dei genitori si rifiuta categoricamente di ricorrere alle punizioni fisiche (1) dei propri figli. 

Sono alcuni dei dati della nuova ricerca di Save the Children – realizzata da Ipsos (2) – su “I metodi educativi e il ricorso a punizioni fisiche” e diffusa in occasione del lancio, oggi, della nuova Campagna “A MANI FERME - Per dire NO alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini". La Campagna si inserisce nell’ambito del progetto europeo coordinato da Save the Children Italia "Educate, do not punish" (3) , ed è in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP) e l’Associazione Nazionale dei pedagogisti italiani (ANPE). 

Tra le azioni previste, la veicolazione di uno spot – dal claim Uno schiaffo non finisce mai realizzato dall’agenzia Roncaglia & Wijkander – , della Guida pratica alla Genitorialità Positiva, nonchè la diffusione di 250.000 leaflet informativi a pediatri e pedagogisti e di 3000 alle istituzioni 

“Con questa nuova Campagna Save the Children non vuole colpevolizzare i genitori, ma anzi aiutarli, dimostrando che è possibile mantenere disciplina e autorevolezza attraverso modelli educativi non violenti” spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “L’organizzazione inoltre intende promuovere un dibattito nel paese che aiuti a sviluppare modelli di genitorialità positiva, basati sul dialogo e su regole che non prevedano la violenza come metodo educativo”. 

E dunque è importante educare senza “alzare le mani”, come invece fanno – seppure qualche volta nel mese – il 22% dei genitori di bambini da 3 a 16 anni. Un dato che, paragonato alla precedente ricerca di Save the Children, mostra un aumento del ricorso allo schiaffo fra i genitori con figli tra 6 e 10 anni (27% a fronte del 22% del 2009) e fra 11 e 16 anni (18% contro l’8%), mentre in decremento l’uso del ceffone verso i bambini più piccoli tra 3-5 anni (passato dal 38% del 2009 al 22% del 2012). Capita invece quasi tutti i giorni di dare uno scapaccione ai propri bambini rispettivamente al 5% dei genitori di figli fra 6 e 16 anni e al 3% di quelli con bambini tra 3 e 5 anni. Avviene poi in casi eccezionali al 49% dei genitori di bambini da 3 a 10 anni e per il 51% di quelli con figli da 11 e 16 anni. 

In generale, i tre quarti dei genitori sono conviti che lo schiaffo di per sé sia un gesto prevalentemente violento e non un metodo da utilizzare sistematicamente nell’educazione dei figli. Quando vi ricorrono è in situazioni eccezionali, come extrema ratio laddove avendo già utilizzato altri espedienti, non sanno più come comportarsi. 

Infatti tra le principali motivazioni che spingono allo schiaffo, c’è per quasi il 45% “l’esasperazione, lo spavento, la reazione di un momento”, seguita da “il voler segnalare in modo inequivocabile che si è superato un limite estremo” per il 38% . 

Per quanto riguarda le conseguenze dello schiaffo sui bambini, non sono considerate necessariamente negative: per quasi il 57% dei genitori, dare uno schiaffo una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno e per il 26% di essi addirittura può avere un effetto benefico per renderli adulti educati. 

“In realtà, come dimostra il claim dello spot della campagna A MANI FERME, Uno schiaffo non finisce mai, le conseguenze di uno schiaffo, soprattutto se reiterato, non sono neutre. Un bambino può diventare con l'andare del tempo aggressivo e nervoso, o, al contrario deprimersi ed è importante che i genitori siano consapevoli di ciò”, prosegue Valerio Neri. “Dunque Save the Children dice no alle punizioni fisiche di qualsiasi entità esse siano e sì a una genitorialità positiva, autorevole e fondata su un'educazione non violenta.”. 

Un obiettivo che, almeno a parole, si sforzano di perseguire già molti genitori. Per quanto riguarda infatti i pilastri sui cui impostare il rapporto con i propri figli, circa la metà concorda nell’affermare che i figli hanno bisogno innanzitutto di una famiglia capace di dialogare con loro. Segue il sapere ascoltare (35%) e il far sentire la propria presenza (32%) mentre nei genitori dei bambini più piccoli assumono maggiore rilievo il donare attenzione e dare tempo. 

E anche laddove madri e padri ritengano di dover punire i propri figli, le punizioni che reputano più efficaci sono: l’imposizione di una restrizione (in media lo pensa il 68% dei genitori), sgridare i figli con decisione (35,6%), costringerli a svolgere delle attività non gradite (33%). Il ricorso alla sculacciata si colloca invece in fondo alla classifica (15%). 

“Dalla ricerca nel suo complesso emerge l'immagine di genitori che ce la mettono tutta per svolgere al meglio il loro ruolo e che ricorrono al ceffone soprattutto quando sono esasperati”, prosegue Neri. “Tuttavia si evidenzia anche una non piena consapevolezza dell’impatto di questa loro condotta sui figli e anche una certa solitudine e assenza di supporti adeguati alla loro genitorialità: il 20% dei genitori intervistati sostiene di essere lasciati soli nel loro difficile ruolo. Per questo”, dice ancora Valerio Neri, “Save the Children ha lanciato la Campagna A MANI FERME con la quale intende coadiuvarli e aiutarli nell'apprendimento di un'educazione non violenta. A tale scopo nell'ambito della campagna è stata creata una Guida alla genitorialità positiva, che verrà diffusa anche grazie ai nostri partner, la Società italiana di pediatria e l’Associazione Nazionale Pedagogisti”. 

“La Guida contiene, tra l'altro, i quattro principi cardine per essere dei genitori non violenti”, conclude il Direttore Generale Save the Children Italia. “Prima di tutto è necessario individuare i propri obiettivi educativi di lungo termine, quindi far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai nostri figli in ogni interazione con loro. Al terzo punto comprendere cosa pensano e cosa provano i nostri figli in diverse situazioni. Infine assumere un approccio che mira alla risoluzione dei problemi piuttosto che uno punitivo”. 

Sono ormai numerosi i Paesi europei che hanno lanciato campagne di sensibilizzazione sul tema della genitorialità positiva, quindi sull’importanza di non ricorrere alle punizioni fisiche. Save the Children Italia auspica che un dibattito costruttivo sul tema possa essere avviato anche in Italia con il supporto delle istituzioni competenti. 
Inoltre l’Organizzazione ricorda come in ben 32 paesi nel mondo, di cui 23 in Europa (4), vi sia un divieto legislativo di punizioni corporali in ambito familiare. 

La ricerca su i Metodi educativi e il ricorso a punizioni fisiche si può scaricare da qui

La Guida per i genitori con i 4 punti per genitorialità positiva da qui

La versione integrale della Guida per i genitori da qui

NOTE: 

1) La punizione corporale è qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire (“picchiare”, “schiaffeggiare”, “sculacciare”) i bambini, utilizzando la mano o un utensile – frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc. Tuttavia, sono punizioni corporali anche tutti quei gesti compiuti dall’adulto che tendono a svilire o umiliare il bambino. 

2) L'indagine è stata condotta tra il 29 febbraio e il 5 marzo 2012 attraverso interviste a un campione di 1000 genitori con almeno un figlio tra i 3 e i 16 anni e a un campione di 250 ragazzi tra gli 11 e i 16 anni. Lo studio ripropone alcune tematiche analizzate tre anni fa nel corso di un'analoga indagine condotta anche allora da Ipsos per Save the Children nel 2009. 
3) Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea e vede il coinvolgimento di altri 3 partner europei (Save the Children Lituania, Save the Children Romania e Save the Children Svezia). 
4) In Europa, l’utilizzo delle punizioni corporali nei confronti dei bambini, anche in ambito familiare, è vietato in Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria, Cipro, Danimarca, Lettonia, Bulgaria, Ungheria, Germania, Romania, Grecia e, dal 2007, anche nei Paesi Bassi, in Portogallo e Spagna. 

www.savethechildren.it 

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